Racconti dell’ora tarda

Settembre 24, 2008

autunno precoce

Archiviato in: Quelli della notte — blackix @ 9:39 pm

autunno.
arriva e mi ammalo. consequenziale come l’ingiallimento dell’albero fuori dalla finestra della mia nuova casa.
solitudine.
il mac, una bella piantana a luce soffusa e musica, musica tutto il tempo. musica triste, musica per solitari. leggo, poi mi vengono delle idee. mi piacerebbe fare dei quadri. dei quadri astratti come la forma dei miei pensieri. vaghi. bei colori. superficiali. linee dritte e forme nuove. poi penso che i colori puzzano e non ho spazio per dipingere.
il primo freddo ti fa sentire calmo e inquieto. il freddo che mi porta da benetton a comprare una sciarpa nera. la commessa la srotola e mi accorgo che è grande quanto un lenzuolo. lo penso ad alta voce e la commessa mi chiede sgarbatamente se la voglio ancora. “E’ perfetta, la prendo”
non mi ero mai reso conto di quanti coglioni ci fossero in questa città. questo quartiere non è così fornito di giovani studenti. vecchi perlopiù. alcuni stronzi e bavosi. altri simpatici e garbati. poi ci sono i maragli mediani. 35-55. macchine grosse e rumorose, pantaloni arancio, camicie a rigoni, capelli unti.
in questo quartiere non ci sono i piccoli salumieri. non c’è nessun commesso che rivedi il giorno dopo. ipercoop, iperferramenta, ipermercati a vanvera per gente che ha bisogno di 1/5 di quello che compra. così ti senti iperalienato.
paradiso è la casa, la mia casa verde, blu gialla e rossa. mi capita di camminare su e giù tra la cucina e la camera da letto. cammino e mi faccio contaminare dai diversi ambienti. la cucina è allegra, solare, accogliente. La mia cucina vorrebbe impedirmi di dormire ma io ci dormo lo stesso. l’ingresso è buffo, color puffo. La gente che ci entra per la prima volta fa tutta la stessa faccia sorpresa e un pò spaesata. Mi piace l’effetto sorpresa. Poi si abitua e dice che all’inizio l’ingresso aveva fatto uno strano effetto.
La camera è rilassante, tutta betulla, rovere e verde in due tonalità. minimale, spaziosa riflessiva.
così fuori dalla finestra succede che qualcuno si lamenti che faccia troppo freddo per un fine settembre, qualche foglia anche si lamenta e ingiallisce. poi cade. e magari mi entra in camera quando, di mattina, mi concedo il primo respiro della giornata aprendo le finestre.
Paura.

da solo, a volte, penso alla morte. penso a qualche malattia. penso che potrei non farcela a superare la notte. o peggio di morire di qui a un anno. poi mi chiedo se sto bene. sto bene? dai, forse stai bene. goditela ancora un pò. non fare il coglione. e tiro avanti. con la faccia tirata. mai davvero rilassata. tranne in autunno, quando la gente rallenta perchè capisce che non serve a niente correre, urlare e ridere a crepapelle. A me piace ridere piano e dire stronzate a bassa voce.

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