Posso pensare a mille modi di morire ma non a un solo modo di vivere soddisfacente. a questo mi è venuto da pensare mentre ero in attesa che mi spillassero uno spruzzo di sangue dal braccio. La gente triste intorno. Io non lo ero. I luoghi addetti alla sanità non mi rendono triste. Però mi fanno ansia e l’ansia è una merda. Così il sottile corridoio a 10 porte numerate lasciava spazio a innumerevoli pensieri. Tutti noi, prelevandi, eravamo come mucche in attesa del fattore.Porta aperta. ”Saracino?” – ” Si, eccomi.” Mi alzai come se fossi davvero malato. perchè fare la parte, mi chiesi senza darmi risposta. “Saracino lei ha paura?” E’ una domanda troppo confidenziale. Mi tirò via quel poco di roba rossa, mi mise una benda e mi mandò a fare colazione benedicendomi.
Entrai in un bar di vecchi. Ce n’era una dozzina. Farfugliavano dolcemente. Adoro le persone anziane, mi danno la calma interiore. facendo la fila esternai un’espressione troppo rilassata così subito uno di loro se ne approfittò come un gibbone nella savana: “Zovanotto c’ero prima io!!” “Prego prego… ” Siamo cani randagi intorno a un pezzo di carne avvelenata. Mi sedetti, caffè, giornale, tranquillità e un pò di noia. Colpo in canna intestinale.
Tornai in questa tristissima casa. Parlare di disordine non era una buona idea essendo un concetto ormai superato e demodè in rapporto al livello raggiunto di entropia. La scrivania sembrava una cimelio nazista. Necessitava di una targa sotto recitante: “Scrivania del fuhrer prima della disfatta nazista”. A volte non capisco il motivo di tanto odio verso me stesso. Comunque mi precipitai sul computer per osservare con rimpianto la ordinatissima scrivania del mio computer. Le icone tutte affilate, ogni cosa al suo posto, migliaia di pagine che stavano dentro un disegnino invece che impossessarsi persino dello spazio dove solitamente appoggio i gomiti. ” Che bella cosa la tecnologia!” esclamai facendo uscire un sibilo dal naso e una voce roca e stonata dalla gola. “receive mail” click! un bellissimo numero uno in bianco su sfondo rosso mi disse che c’era una mail. Era del proprietario di casa. Voleva 250 euro in più quel bastardo per spese varie e, a mio parere, superflue. I proprietari di casa ereditari sono notoriamente dei figli di puttana. percepiscono un ottimo stipendio senza fare nè aver mai fatto un cazzo. Se fossi al governo li tasserei più di qualsiasi altro riccone. Navigando mi imbattei in un blog che parlava della mia città. Diceva che la mia città era come una moglie bellissima ma dal carattere tremendo di cui, quando sei lontano, dimentichi il carattere e ti manca il corpo e quando ci sei dentro pensi che avresti fatto meglio a tenertelo nei pantaloni. Per quanto mi riguarda la mia città non mi manca quasi mai. E’ strano e orribile. Qualche tempo fa c’erano i miei ricordi, vivissimi ricordi di quando vivevo ancora li. Erano insopportabili e insostenibili. Poi il cuore si raffreddò d’un tratto e iniziai a vivere senza passato remoto. Diciamo al massimo qualche rimando al passato prossimo. Ci tornerò la settimana prossima per guarire da me stesso.
La cosa più difficile da fare quando si cerca di fare qualcosa della propria vita è superare le debolezze. Le debolezze sono infinite. Il computer è una debolezza, le donne (gli uomini), l’alcool, camminare su e giù per la stanza, scaccolarsi ripetutamente, farsi le seghe (tintinnarsi il clitoride), guardarsi allo specchio per ore, cacare 4 volte al giorno, pensare di avere qualche malattia, pulire la casa come se fosse una sala operatoria ecc… Sono stato bravo nel citarne alcune che non mi appartengono. Bravo, ma io ho una debolezza che le supera tutte. Ogni qual volta sento di “dover” fare una cosa particolare mi impegno per farne un’altra in maniera impeccabile. Adesso sto scrivendo perchè fra 3 giorni ho un esame di cui non so un atomo di cazzo, poi studierò le prime due bourreè di Bach per chitarra e poi ritoccherò delle foto. A un certo punto guarderò l’orologio in alto a destra del mio mac e farò finta di stupirmi dell’ora tarda.


