Racconti dell’ora tarda

Novembre 19, 2006

Quel dipinto moderno

Archiviato in: Quelli della notte — blackix @ 11:00 pm

Cammino lento, un passo al secondo, per stare un pò tranquillo al pomeriggio. Solito percorso, niente di nuovo a parte la luce. Sempre diversa la luce. Mi accomodo in uno slargo, nascosto, intimo, ogni tanto qualche lavoratore che passa di lì a fumare. io seduto, calmo. Un libro in mano e l’aria mesta del postmeridiano che accascia gli occhi. Poi mi incanto. Spio la facciata di un palazzotto arrugginito di fronte a me e c’è una ragazza che fuma. Non mi guarda, non guarda giù, non guarda nulla, solo fuma e lancia gli occhi oltre, oltre tutto. Io guardo invece. Guardo lei, dipinta sulla parete, i capelli neri si muovono, il fumo pure ma il resto è immobile proiettato lontano. Non resisto, mi alzo, per farmi notare. Peccato non essere bello, penso. Sono basito, il dipinto della donna del balcone viene sconvolto. La donna guarda giù e io me ne accorgo. Alzo lo sguardo, sono impacciato, alzo le sopracciglia, tento di sorridere ma non sono buono a farlo. Brutto, sono brutto. Lei incrocia nell’istante lo sguardo, passa oltre. Io abbasso la testa. Proseguo due metri, coraggio, impertinenza e ci riprovo. Eccomi qua. Il dipinto riprende consistenza, la donna sul balcone non guarda più oltre, guarda me accigliata, le labbra parlano in silenzio ma vivaci, la mano dice il resto: “cazzo ti guardi?”. Maledetto meriggio, dai un pò di pace ai brutti che devono sempre cavarsela a pugni. Rispondo a due mani con tutte le dita di ogni mano unite alla punta: “ma chi cazzo ti caga?”. Pure contro i quadri c’è da incazzarsi. Giro l’angolo, cammino, rifletto.
Torno a casa, qualche minuto di pace, mi guardo allo specchio. Troppo brutto per essere vero. Dovrei fare il pugile, penso. Mi dò un pugno sulla guancia. Incasso proprio bene. Mi siedo  e aspetto la sera, di sera lo sò di essere bellissimo. Aspetterò la sera e al diavolo la pittura.

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