Racconti dell’ora tarda

Novembre 19, 2006

Gita al paese d’autunno

Archiviato in: Quelli della notte — blackix @ 10:52 pm

38 minuti in vespa, il paese sfugge in salita col motore che arranca. Il confortante cartello e ci sono. Un bel vialone principale come neanche nel far west. Roba da cagarsi in mano se ti ci trovi di notte. 5 bar affilati, uno dopo l’altro e non molto altro, da un punto di vista della floridezza economica dico.  Poi rifletto…
Io sono povero e bevo. Diciamo che bevo tanto.
Vivo in un paese di merda che ci sono solo bar e qualche cazzone che vende le caramelle nell feste patronali, questo non contribuisce all’economia che nel quadro generale risulta pressappoco imbarazzante.
Così io ci ho debiti da Mario (il tipico nome da barman confidente, un pò cinico, un pò cuore d’oro) e glie li devo pagare se no lui mi si fa da dietro come dice,  ma per farlo devo avere un lavoro.
Così mi affido all’istinto e penso che qua bevono tutti e che ci sono tanti bar che è evidente che vanno forte.
Allora il mio bar sarà più figo di tutti e ci potrò bere a sbafo. Si chiamerà…da Sandruccio.
Mortale, acquolina in bocca e sete, tanta sete.
“Buonasera…”, irrompo nel sudario. Nessuno guarda, nessuno ha familiarità con i saluti qui perchè tutti hanno la possibilità di guardarsi dalla mattina alla sera. Basta anche solo si affaccino alla finestra.
Il barista, accenna, non parla. Lo sguardo comunica una domanda a risposta multipla:
a)birra
b)novello che è periodo
c)azzo vuoi?
Mi sento imbarazzato. A sensazione prevale la c).
“Birra…” -silenzio apostolare-
Io lo sapevo di essere un timido, uno che si fa calpestare orgoglio e dignità(quale?) per evitare una situazione imbarazzante però quei miei pensieri stronzi dicevano:
“Coglione ammuffito, ti sto incrementando del 33% il PIL di questo sbavoso baretto in menopausa da 30nni e tu mi tratti pure di merda?” ma io sono un timido e stetti zitto.
Seduto, avevo avuto freddo. La birra non scalda, cattivo investimento. Cerco il coraggio per richiamare l’attenzione dell’omone per un aumento di calorie.
lo sguardo però, fetente, coglie nell’istante della durata di 2 passi svelti una forma meravigliosa passare oltre la porta d’ingresso. Non so se sono mai stato pazzo così, come in quel momento dico, però ebbi l’indecoro di alzarmi per rincorrere quella forma sparita oltre la scritta “da Mario”.
Esco. Niente. Il vialetto disabitato, le panchine segaiole che non vedevano un bel culo di donna dalla guerra, gli alberi al solito calmi e pazienti, e nessuna forma da rincorrere.
L’insistenza rende l’uomo pazzo, la perseveranza invece pure.
Giro quell’inferno di strade e vicoli a misura di topo, inutili gradini, nemmeno l’ombra di una persona, solo cani e madonne e padre pio che mi si incazzava contro coi  sottoguantoni da pugile.
Va bene, pensai, solo l’ennesimo inferno indolente. Poi, rotolando attraverso una scomoda discesa di gradini tortuosi e in verità anche molto alti mi ritrovai di botto di fronte al bar. 3 persone fuori a fumare, quelle che erano dentro prima. Mi avvicino con aria minacciosa. Poi al  dunque mi rammollisco. “Scusate…”. Di nuovo il totoquiz dell’espressione mistica:
a)Vattele a comprare se ci tieni a fumare che costano caro
b)Qualunque cosa tu mi chieda non ti risponderò straniero
c)Azzovuoi
Di nuovo quella strana percezione. Poi accenno un sorriso e proseguo:
“Cercavo una ragazza, forse voi la conoscete che so come funziona in questi paesi che ci si conosce tutti. Ci dovrebbe avere i capelli scuri, alta normale, vestita tutta nera, almeno oggi…non che sono un maniaco ma l’ho vista passare da qui e forse pure voi, ho pensato che  forse nei paesi ci si conosce….che, sapete, tutto il pomeriggio a cercare poi uno perde la  speranza  e chiede un pò in giro…”
….
“Grazie signori, buon divertimento” dissi, mi rimisi in sella accesi e scappai scivolando giù per quella roccaforte di mutismo e rassegnazione, pensando  al bar, “da Sandruccio”, ai vecchi e soprattutto a Lei, che ora capivo che non poteva essere nient’altro che la Morte, nel suo abitonero, consueta avventrice di posti come quello, che ora mi stava dietro il culo e già mi mancava.

1 Commento »

  1. Hi, this is a comment.
    To delete a comment, just log in, and view the posts’ comments, there you will have the option to edit or delete them.

    Commento di Mr WordPress — Novembre 19, 2006 @ 10:52 pm


RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI

Lascia un commento

Blog su WordPress.com.